Canone RAI e distribuzione geografica
Stamane, da buon cittadino, decido che è arrivato il momento di pagare il canone della RAI tv e navigo fino al sito dedito alla riscossione del balzello (sito nemmeno menzionato sul bollettino che mi è stato spedito a casa, per risparmiare inchiostro).
Già tirare fuori 104 euro penso non faccia piacere a nessuno, ma a me soprattutto la cosa risulta particolarmente spiacevole, visto che lo scorso anno sulla RAI TV avrò guardato sì e no due partite di coppa Italia e le ultim'ora sul televideo (quelle volte che riuscivo a districarmi tra le pubblicità improvvise di "chiamate all'estero" e sms-chat per trovare l'anima gemella...) Per i mondiali di calcio, anche la tv cinese ha offerto una copertura migliore del nostro network di stato.
A contribuire al giramento di balle influiva parecchio anche l'aumento: 104 euro contro i 99,60 dello scorso anno. 4,5 punti percentuali di aumento secco, e poi ci si lamenta per l'inflazione.. "Per fortuna" si pagano "solo" 2,10 euro più costi di connessione a internet più costi di emissione estratto conto della carta di credito, per andare sul loro sito e pagare il tributo facendo tutto completamente da soli, a proprio rischio e pericolo di errore.
Mentre navigo sul sito della RAI per compiere il mio dovere di contribuente, mi cade l'occhio sul link: Densita' abbonamenti TV in Italia. Ci clicco sopra e do una rapida scorsa alla tabella che mi si presenta. Da campanilista come sono, mi soffermo sul dato che più mi riguarda da vicino: in Liguria oltre 85 nuclei familiari su 100 pagano il canone Rai. Qui a Genova quasi 86 famiglie su 100. Gli occhi mi scorrono verso il basso della tabella, incontrando valori a dir poco curiosi: in Calabria la media scende a 68, in Sicilia a 57... In Campania 52. Lo stupore diventa sconcerto incontrando i valori di Parlermo città: meno di 49 famiglie su 100 pagano il canone. Diventa indignazione con Napoli: 43,7 nuclei famigliari ogni 100.
Inizio a pormi delle domande: ma non si sente sempre dire che in Campania il tasso di disoccupazione è altissimo? Ciò non presupporrebbe una maggiore quantità di tempo libero? Possibile che il più diffuso elettrodomestico del mondo dopo la radio non sia presente in quasi 3/5 delle case partenopee? Davvero passano le giornate stesi sotto il sole di Posillipo anche per tutto l'inverno o riunendosi in crocchi per giocare ore ed ore a scopone scientifico?
Ma perchè invece di imporre aumenti a chi paga, non si incrementano i controlli su dati sociodemograficamente paradossali?
Come contribuente, mi sento veramente preso in giro. Secondo un rapido e facile calcolo condotto per difetto, la RAI TV quest'anno incasserà 1 miliardo e 680 milioni di euro solo che dagli "abbonamenti" (obbligatori). E la domanda mi nasce spontanea dal cuore: perchè con quei soldi, se a Napoli praticamente nessuno guarda la televisione, producono da anni programmi ad hoc per napoletani come "Un posto al sole", ambientati a Napoli e recitati da attori napoletani, a volte addirittura in dialetto?
Visto che a Genova ci sono il doppio dei televisori che a Napoli, ma non sarebbero più redditizi uno speciale di 18 puntate sulla vita dei Trilli, una serie di concerti di Fabrizio De André e una fiction su Gilberto Govi?
Già tirare fuori 104 euro penso non faccia piacere a nessuno, ma a me soprattutto la cosa risulta particolarmente spiacevole, visto che lo scorso anno sulla RAI TV avrò guardato sì e no due partite di coppa Italia e le ultim'ora sul televideo (quelle volte che riuscivo a districarmi tra le pubblicità improvvise di "chiamate all'estero" e sms-chat per trovare l'anima gemella...) Per i mondiali di calcio, anche la tv cinese ha offerto una copertura migliore del nostro network di stato.
A contribuire al giramento di balle influiva parecchio anche l'aumento: 104 euro contro i 99,60 dello scorso anno. 4,5 punti percentuali di aumento secco, e poi ci si lamenta per l'inflazione.. "Per fortuna" si pagano "solo" 2,10 euro più costi di connessione a internet più costi di emissione estratto conto della carta di credito, per andare sul loro sito e pagare il tributo facendo tutto completamente da soli, a proprio rischio e pericolo di errore.
Mentre navigo sul sito della RAI per compiere il mio dovere di contribuente, mi cade l'occhio sul link: Densita' abbonamenti TV in Italia. Ci clicco sopra e do una rapida scorsa alla tabella che mi si presenta. Da campanilista come sono, mi soffermo sul dato che più mi riguarda da vicino: in Liguria oltre 85 nuclei familiari su 100 pagano il canone Rai. Qui a Genova quasi 86 famiglie su 100. Gli occhi mi scorrono verso il basso della tabella, incontrando valori a dir poco curiosi: in Calabria la media scende a 68, in Sicilia a 57... In Campania 52. Lo stupore diventa sconcerto incontrando i valori di Parlermo città: meno di 49 famiglie su 100 pagano il canone. Diventa indignazione con Napoli: 43,7 nuclei famigliari ogni 100.
Inizio a pormi delle domande: ma non si sente sempre dire che in Campania il tasso di disoccupazione è altissimo? Ciò non presupporrebbe una maggiore quantità di tempo libero? Possibile che il più diffuso elettrodomestico del mondo dopo la radio non sia presente in quasi 3/5 delle case partenopee? Davvero passano le giornate stesi sotto il sole di Posillipo anche per tutto l'inverno o riunendosi in crocchi per giocare ore ed ore a scopone scientifico?
Ma perchè invece di imporre aumenti a chi paga, non si incrementano i controlli su dati sociodemograficamente paradossali?
Come contribuente, mi sento veramente preso in giro. Secondo un rapido e facile calcolo condotto per difetto, la RAI TV quest'anno incasserà 1 miliardo e 680 milioni di euro solo che dagli "abbonamenti" (obbligatori). E la domanda mi nasce spontanea dal cuore: perchè con quei soldi, se a Napoli praticamente nessuno guarda la televisione, producono da anni programmi ad hoc per napoletani come "Un posto al sole", ambientati a Napoli e recitati da attori napoletani, a volte addirittura in dialetto?
Visto che a Genova ci sono il doppio dei televisori che a Napoli, ma non sarebbero più redditizi uno speciale di 18 puntate sulla vita dei Trilli, una serie di concerti di Fabrizio De André e una fiction su Gilberto Govi?

3 Commenti:
Spano! Pensa a me che ho pagato il canone come te e non vedo neppure uno speciale sui locali di lottatrici nel riso della gaudente Shanghai! Anche a me tocca Un posto al sole, che peraltro suona come una presa per il culo visto che la Perla d'Oriente ha un tasso di piovosità quasi doppio rispetto a Milano...
Grande Marco!! :-) Ti pensavo proprio stamane! L'unico che è riuscito a leggere tutto il mio post sul canone fino in fondo! Bravo: rendi popolare il mio Blog anche nella Repubblica Popolare! ciao
Tenele d'occhio sito sedizioso di signol spagno di genova italy. tenele d'occhio stlane attività in shanghai con navi che si lompono semple.
tenele d'occhio.....
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